
Non è per niente facile, nemmeno nelle zone italiane che dedicano a questa tipologia una grande attenzione, trovare un rosato di territorio, ovvero un rosato non solo fruttato ed eclettico, ma che riesca a ricondurre l’appassionato chiaramente alla zona dalla quale proviene.
Prodotto in quantitativi purtroppo limitati, questo Rosato è la consueta foto in bottiglia di Collestefano: salmone lieve ed elettrico, al naso è purissimo, con note di lamponi e menta e un tocco di noce moscata.
Al palato è leggermente più corposo del 2024, senza perdere minimamente l’intensità e la succosità tipiche di Collestefano, il tannino è appena accennato, il finale è fresco ma piuttosto pieno, e il vino si allunga su note di menta, lievito e lamponi.
Saprà anche invecchiare, a patto che riusciate a resistere ad una beva letteralmente contagiosa.
Provatelo su un brodetto!
Coltivazione biologica dal 1995
Vigneti: 0,4 ha in localita Collestefano e 0,6 ha in località Rocca Franca/Vigna del Laghetto (420 m.s.l.m.)
Vitigno: Sangiovese 80%, Cabernet 10%, altre uve 10%
Suolo: medio impasto (sabbia-limo-argilla) ricco di calcare, esposizione nord-sud
Allevamento: doppio capovolto tradizionale/guyot mono laterale
Vendemmia: manuale in piccole cassette
Vinificazione: pressatura soffice, macerazione sei ore, fermentazione lenta a bassa temperatura, maturazione in acciaio (4 mesi “sur lie”), affinamento in bottiglia.
Alcool: 14% vol
Acidità: 6,0 g/l
Acidità volatile: 0,2 g/l
PH: 3,3
Zuccheri: 0,8 g/l
Produzione: 6000 bottiglie 75 cl
Raccolta Differenziata
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Capsula – C/ALU90 – Alluminio
Tappo – FOR51 – Sughero
Bottiglia – GL70 – Vetro